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Commenti al Libro di Storia

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Commenti vari sul Libro di Storia
 

Si riportano qui di seguito alcuni commenti di varie persone che hanno letto il libro sulla Storia dello Scopone, gli stessi sono ordinati per ordine cronologico di arrivo, si ringrazia tutti gli amici che hanno consentito la pubblicazione delle loro impressioni.
 

Gennaio 2014
da Agostino Guardamagna, autore di libri sul gioco e Personaggio dello Scopone, Lombardia

Ho ricevuto il libro e La ringrazio molto! Bella veste tipografica, gran lavoro di ricerca, preziose recensioni. Confermo la precedente impressione: Lei é davvero molto bravo! Complimenti e saluti cordiali.

Gennaio 2014
da Francesco Zaccaria, presidente ABS sino al 2014, Puglia

Caro Sergio,
ho  ricevuto la Tua magnifica opera nella quale è palpabile la passione che hai per lo SCOPONE.
L'attenta ricerca e la dovizia delle citazioni in essa contenute ne fanno un unico prezioso strumento di conoscenza per gli scoponisti di oggi e di domani

Febbraio 2014
da Nicla Iacovino, direttrice di Tangram, rivista ludica, Campania

Già autore del libro “Lo scopone a dieci carte”, Bonanni ci stupisce con un’opera poderosa e costruita in ogni dettaglio per descriverci la storia di un gioco che appassiona soprattutto perché gioco di ingegno in cui l’esito delle partite è dovuto più all’intesa tra i compagni che alla fortuna, a differenza di altri giochi di carte, oggi alla moda. Si tratta di un libro di storia a tutti gli effetti che tratta delle origini del gioco fino ai nostri giorni riportando fatti, ricerche, riferimenti sociologici, culturali, antropologici e aneddoti, diffusione di associazioni, manifestazioni, club e federazioni,  pubblicazioni sull’argomento, con dovizia di particolari e il grande pregio di appassionare anche il  lettore non giocatore di scopone. Il libro fa scoprire quanto questo gioco sia stato amato e popolare non solo nelle regioni meridionali d’Italia da dove certamente si è irradiato per diffondersi in tutte le classi sociali ed essere giocato nelle corti come nella bettole, nonché apprezzato da personalità culturali come Mascagni e Caruso, giocato con passione da Carducci. L’autore pubblica, tra tantissimo altro, la lettera di Gramsci dal carcere alla moglie Julca dove anche l’intellettuale che in altre occasioni aveva ripudiato il gioco di carte, confessa: “... non avevo giocato mai finora; il Bordiga assicura che ho la stoffa per diventare un buon giocatore di scopone scientifico”.

Febbraio 2014
da Giancarlo Rivera, appassionato del gioco, Piemonte

Il libro l’ho letto tutto d’un fiato. Mi è piaciuto. E’ interessante in tutte le sue parti.
La cosa che più mi ha impressionato è il meticoloso lavoro che è stato fatto di ricerca di fonti e di documenti.
Averli poi analizzati tutti, averne verificato l’attendibilità, ecc. ecc., è stata sicuramente un’IMPRESA.
COMPLIMENTI (anche  per la PAZIENZA).
Per quanto riguarda il contenuto ti elenco quelle parti che più mi sono piaciute (non è una classifica):
* La recensione dei libri sullo scopone.
* Bella ed interessante la storia della nascita della CARTA e delle CARTE.
   (qui ho imparato/scoperto cose di cui non ero a conoscenza).
* Bella la parte dedicata ai personaggi noti che hanno praticato il gioco dello scopone.
* Interessante la parte dedicata alla diffusione del gioco nelle varie regioni (quante varianti anche in località molto vicine fra loro).
* Grande la predica di Padre Rocco (qualcosa avevo già letto, ma qui c’è tutta completa). Veramente divertente.
E’ UN GRAN BEL LIBRO!!!

Febbraio 2014
da Sebastiano Cilio, appassionato del gioco, Lombardia

Ho terminato ieri sera di leggere il Suo  libro e non posso esimermi dal porgerLe i miei più sinceri complimenti per l'opera accurata, approfondita con meticoloso lavoro di ricerca delle fonti e di gradevole lettura. Occuperà sempre un posto di riguardo nella mia biblioteca.
La ringrazio anche per avere difeso la causa di noi scoponisti a 10 carte che ci sentiamo veri giocatori di scopone quando il Saracino ed il Corgnati ci retrocedono in serie B. Io e i miei amici lombardi giochiamo da 40 anni, quasi sempre a 10 carte, e mai mi è capitato essendo il primo di mano di subire 19 scope.
Cordialissimi saluti ed ancora vivissimi complimenti

Marzo 2014
da Roberto Mitolo, figlio di Pasquale, Personaggio dello Scopone, Puglia

Già da qualche mese ho ricevuto il Suo libro e mi ero ripromesso di ringraziarLa solo dopo averlo letto, in modo da esprimermi con toni sinceri e consapevoli.
Il mio approccio al Suo libro non è stato, nè avrebbe potuto essere, quello di un addetto ai lavori o comunque di un appassionato dello Scopone, non avendo ereditato tale passione dai miei genitori nè conoscendo il gioco, ma quello di un profano che si avvicina a una materia praticamente sconosciuta.
Innanzi tutto Le porgo i complimenti per la veste formale del libro: azzeccata la copertina, divertenti le vignette di Fleo (soprattutto quella a pag. 305), ottima la carta, ben leggibili i caratteri, illustrazioni e fotografie mai invadenti, ma sempre ben coordinate con il testo e quindi collocate al momento giusto e al posto giusto, uso sapiente delle dimensioni e dei colori delle parole, didascalie sobrie e precise, note attente, complete nella loro sinteticità e sempre munite degli opportuni riferimenti. Ho molto apprezzato anche la presenza degli specifici Indici finali e della Bibliografia, ordinata alfabeticamente per autore.
Venendo al contenuto del libro, ho avuto valida conferma della mia convinzione che la storia cosiddetta "minore" (quella delle particolarità locali, sociali e famigliari, degli sport, dei giochi, delle tradizioni, ecc.) non è assolutamente meno significativa di quella cosiddetta "maggiore" (quella della politica, delle guerre, dei trattati, della cultura, dell'economia, ecc.), quando si vogliano conoscere da vicino gli uomini ed i modi di vivere nelle varie epoche. La Sua opera mi ha reso oggi consapevole di quanto mio padre era fermamemte convinto e mi aveva sempre ripetuto e cioè che lo Scopone, al di là della soddisfazione personale che ne trae chi lo pratica, costituisce comunque, anche per chi non è partecipe del suo mondo dall'interno, una chiave di accesso ad una realtà che percorre in modo trasversale tutte le sfere culturali: dall'arte alla religione, dalla filosofia alla musica, dalla geografia alla letteratura. Mi sono convinto che lo scopone, nel suo "piccolo", costituisce pertanto un significativo spaccato della realtà e dell'identità dell'Italia e dei suoi abitanti ed il Suo libro è esemplare nel modo in cui perviene a tale risultato, utilizzando tutte le metodiche d'indagine (libri, fotografie, web, interviste, ecc.) e le tecniche di analisi (storica, liguistico-filologica, scientifica, ecc.). Si tratta, in sostanza, di una vera e propria enciclopedia dello scopone, in quanto completa nella trattazione di qualsiasi aspetto dell'argomento e sono ovviamente orgoglioso che in essa trovi degna collocazione anche Pasquale Mitolo, mio padre, che tanto amò questo gioco e tanto si impegnò per la sua conoscenza e diffusione.

Settembre 2014
da Sergio Giannini, appassionato del gioco ed amico di Luigi Ferrari, Personaggio dello Scopone, Liguria

Ho approfittato delle belle giornate di questo fine estate per leggermi in santa pace in spiaggia la tua “Storia dello Scopone”. Il tuo incredibile lavoro di ricerca è stato accurato e attento. L’esposizione, anche nelle parti più complesse, risulta scorrevole e chiara, anche perchè supportata da una ricca e meticolosa iconografia. In altre parole, avresti ben potuto intitolarlo la “Treccani dello Scopone”.
Luigi (Ferrari NdR) diceva che lo Scopone poteva entrare come materia d’insegnamento nelle scuole e la stessa cosa affermava l’autore di un libro sullo Scopone che hai citato nel tuo lavoro (Mammì, 2000 NdR).
La gente preferisce giocare ai meno impegnativi Poker o Burraco, probabilmente solo perché sono meglio pubblicizzati.


Novembre 2014
da Gianfranco Cavallo, appassionato del gioco, Liguria

La Storia dello Scopone è un libro monumentale: un'opera da consultare quando ci si vuole acculturare su questo splendido gioco. In questo appaga una mia vecchia istanza: quella di arricchire il mio bagaglio di nozioni su di esso.
In questa ottica va vista la mia precedente ricerca di libri sull' argomento, ma non credevo si arrivasse a tanto: la mia era una indagine " faidatè ", mentre il tuo libro è esaustivo.
Qui a Genova la Feltrinelli e Mondadori non mi offrivano molto, mentre il tuo libro spazia su tutto lo scibile "scoponistico ". Complimenti.
Devo dire che forse non ho dedicato tutto me stesso allo "Scopone" preso come ero da tanti altri interessi: sta di fatto che adesso il gap è stato colmato. In una cosa ho sempre creduto: che oltre a viverlo al tavolo questo gioco merita di essere impreziosito dalla conoscenza e disapprovo chi lo vive a senso unico.

Luglio 2016 
da MFM, appassionato del gioco, Veneto 

Abbiamo di fronte un libro importante che cerca di fare il punto sulle nostre conoscenze dello Scopone:  non si tratta di un libro tecnico, anche se la tecnica non è trascurata, ma di un libro di storia e letteratura. Non sempre coerente, spazia dalla storia delle carte alla descrizione del giuoco della Primiera, da Chitarrella a Giuseppe Moscati, da Chitarrella a Padre Rocco. Ma il cuore del volume (i primi testi, le prime edizioni con le regole di Chitarrella, la bibliografia del gioco) ci permettono di dire che è, e probabilmente a lungo sarà, un testo di riferimento per tutti gli scoponisti o gli studiosi dei giochi di carte italiani.
Nel libro poi, si trovano delle vere chicche: personalmente (da bridgista) ho scoperto che i sipari di compensato, che dal 1975 vennero introdotti ai Campionati del Mondo di Bridge (e dopo pochi anni anche nei Campionati Italiani), erano già presenti al Torneo di Scopone di Sanremo nel 1936 (le foto non sono equivocabili !).
Interessante è anche il viaggio nell’Italia dello Scopone, dove sembra emergere una prevalenza del gioco a 10 carte su quello (classico) a 9. A questo proposito sarebbe utile sapere dalle associazioni interessate quanti tornei promuovono, in un anno, con le due versioni. Vorrei, a questo punto, esprimere una opinione assolutamente personale: l’aggettivo scientifico, attribuito ad una qualsiasi forma dello Scopone mi ha sempre infastidito. Non solo è foriero di confusione, ma è anche oggetto di inutili dispute, dove i vari sostenitori, ritenendo più degno riferirlo alla versione che gradiscono, s’imbarcano in assurde ed interminabili elucubrazioni.
Per concludere, un libro da leggere e che tutti gli amanti dei giochi di carte debbono conservare nelle loro biblioteche


Gennaio 2017

da Andrea Chia, appassionato del gioco, Arcore (MB)

Il libro risulta estremamente dettagliato, con un impostazione "scolastica", arricchito da moltissime note a fondo pagina che mi hanno aiutato nella lettura.
L'ho letto a più riprese per via del poco tempo a disposizione, ed essendo molto denso di informazioni ho dovuto rileggere più volte alcune pagine per non perdere il filo del discorso, specialmente le pagine sulla nascita e la stampa dei primi manoscritti, molti nomi e molte date, tutto estremamente interessante ma che mi ha fatto faticare un po'.
Paradossalmente, nonostante fossi inizialmente più interessato alla parte storica, ho trovato più coinvolgente la parte che recensisce i singoli libri sullo scopone, non tanto per i contenuti in sè, quanto per le differenze di opinione sul gioco che ho dedotto. Di quelli presi in esame ne ho solo 6: il libro di Saracino, i 2 di Cicuti, il Bonanni sullo Scopone a 10 carte ed i libretti di Elevi e Peres.
L'idea generale che mi sono fatto è che l'uso comune di oggi di attribuire il nome di scientifico alla versione a 10 carte è un po incoerente, visti i molti riferimenti alle regole di Chitarella nelle varie pubblicazioni in cui l'appellativo di scientifico viene attribuito alla versione a 9 carte, non mi risulta chiaro cosa sia successo a un certo punto per creare questa confusione.
Infine una riflessione sui capitoli dedicati alla diffusione in Italia e le varie Federazioni di scopone.
Come accade in molti altri giochi, non solo di carte, le varianti regionali o nazionali sulle regole sono inevitabili, un gioco o viene pubblicato e brevettato con un autore legittimo per cui può diffondersi piu facilmente invariato nelle regole e approcci, oppure viene tramandato oralmente, senza un origine chiara e univoca, per cui ogni luogo "vive" il (proprio) modo di giocare come unico ed originale, il che lo colora di sfumature culturali, motti, convenzioni che hanno valore qui e a qualche kilometro perdono di senso.
Ho notato che ci sono delle piccole differenze nei regolamenti che ho letto delle Federazioni di cui avete scritto, piccole varianti delle regole cambiano il modo di giocare, anche solo il cambiare di poco il punteggio della Primera influisce sul gioco, per questo sono d'accordo sul fatto di creare delle carte accessibili in lettura a un pubblico più ampio aggiungendo i semi anglo-francese, ma la codifica di un unico regolamento valido per tutte le competizioni di tutte le federazioni farebbe la differenza per la diffusione del gioco, così come avvenne col bridge, che viene giocato con le stesse regole in tutto il mondo e acquisisce una sorta di linguaggio universale di gioco.

 

Maggio 2017
da Leandro Longobardi, appassionato del gioco, Castellamare di Stabia (NA)  


L'elaborato, scritto con estrema passione, espone il frutto di uno studio estremamente approfondito del mondo dello Scopone.
Si percepisce l'intenzione di voler fare una sorta di guida bibliografica al gioco, lasciando poi al lettore la scelta di cosa approfondire.
Infatti si parte da una interessante premessa introduttiva che inizia addirittura dalla storia della carta,  passando per la genesi delle carte da gioco ed alla loro evoluzione, fino a quelle oggi adoperate nei tornei FIGS; poi troviamo una carrellata su una moltitudine impressionante di giochi e solo dopo questa introduzione  inizia la Storia dello Scopone.
Ci viene esposta una rassegna praticamente omnicomprensiva dei testi scritti sull'argomento negli ultimi 150 anni.
La narrazione è arricchita anche da una sezione in cui si curiosa sul rapporto tra numerosi esponenti della letteratura, dell'arte  iniziando dalle parole critiche scritte da Gramsci sul gioco dello Scopone nel 1918.
Il lavoro si conclude con la descrizione delle Organizzazioni esistenti relative allo Scopone e con una narrazione dei Tornei Nazionali dal 1938 ad oggi, portata avanti con la consueta cura.