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1992 - Brignole, Lo Scopone nel mio castello

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Questo libro è proprio particolare ma è introvabile, per quel che ci consta non si trova neppure nelle Biblioteche.Abbiamo avuto la fortuna di scoprirlo nella collezione di Riccardo Di Giulio Cesare.

Di recente abbiamo conosciuto Mariano, figlio di Antonio, che ci ha fornito notizie sulla vita del padre, la trovate a questo link. Egli ci ha anche corretto alcune imprecisioni dovute ad errate interpretazioni di quanto appreso dal libro stesso.
Ecco la prefazione: “Lo scopone è vita: e non si può raccontare tutta la vita ch'è stata vissuta, se ne possono rivivere alcuni momenti, se ne possono lasciare piccoli segni; ai castellani che giocano o sognano di giocare nei Cieli, a quelli che ancora si divertono nei loro castelli, ai neofiti che s'iniziano al giuoco più bello del mondo dedico con amore questo mio divertimento: e m'auguro che per un paio d'ore esso possa piacevolmente distrarre anche loro”.
Antonio Brignole è un professore di Ragioneria ma scrive come un insegnante di lettere; egli riesce con una composizione poetica a darci tanti racconti ed immagini tutte legate al gioco dello Scopone. Il castello di cui parla è solo immaginario, il regno della sua fantasia, là dove colloca il libro, è la collina dell’Anchetta,  nei pressi di Chiavari ove egli vive e gioca.
Gli amici dello scopone che lo hanno conosciuto e frequentato lo ricordano come un ottimo giocatore: qui non si enunciano regole, non si descrive una teoria dello spariglio o del mulinello e neppure del gioco dei sette, ovvero contiene tutto questo; diversamente da altri libri che si prestano ad una sintesi più o meno completa qui si dipingono con il pennello numerose situazioni nelle quali si infilano considerazioni e ragionamenti che non fanno una grinza perché logici e naturali in questo mondo.

Ecco infine la scritta nella quarta di copertina: “Bello perché colmo di orizzonti diversi, di sempre nuovi giri, di altissimi voli, di picchiate improvvise, di lampi di gioia, di burrasche tonificanti, di tuoni rabbiosi, di soste sul filo della memoria e della concentrazione, di brividi di gelo e di ebbrezza: bello perché colmo di vita!”.
Si può esprimere in modo più poetico l’amore per lo Scopone ??
Chi scrive si augura che, essendo introvabile l’editore genovese, qualche altro editore possa ripubblicarne una nuova stesura che sicuramente farebbe contenti molti lettori tra gli appassionati del gioco.
Essendo un libro recente non è sufficiente essere registrati. E' necessario sottoscrivere una licenza particolare.

Questo il link al documento:  1992 Brignole Lo Scopone nel mio castello (33.92 MB) (download sospeso temporaneamente !)

 

1992 Brignole Lo Scopone nel mio castello