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2003 - Ferrari, L'etica dello Scopone

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Già il titolo di questo libro individua la maggior preoccupazione di Luigi Ferrari relativa allo Scopone: cioè quello dei segni che una coppia può usare per segnalarsi le carte possedute.
L'autore ci dice: “Il linguaggio del gioco (parlato delle carte) non si può bypassare tramite artifizi comunicativi in codice segreto. Questo è un tradimento che svilisce e impoverisce il gioco”.
Nel Preambolo si racconta come sia nata in lui la passione per il gioco là dove era nato e cresciuto: nel borgo di Santo Stefano di Magra, distante circa 7 Km dalla cittadina di Sarzana (SP).
Ne Il gioco dello scopone (I parte), si cominciano a delineare le regole e tutto ciò che costituisce elemento preliminare necessario a comprendere il gioco. In questa parte l’autore contesta l'aggettivo degenere affibbiato allo Scopone a 10 carte che egli chiama Scientifico, ecco quello che afferma:  “… lo scopone scientifico … giocato senza carte nella tavola iniziale … non può essere definito degenerato di quello classico … per il semplice fatto che è nato prima ...(omissis). L’appellativo di «scientifico» non era, alla sua primaria attribuzione, un preciso elemento caratteriale di distinzione fra le diverse formule del gioco dello scopone. Esso si è accompagnato, al suo insorgere, per esprimere una qualità di pregio in senso assoluto e tale caratterizzazione era intesa rispetto agli altri giochi dilaganti ... Scientifico è lo scopone, e ridicolo risulta il voler sofisticare tra una formula e l’altra per farne una scala di valori che non esiste”.

Ne Lo scopone (II parte) si parla di sparigli e riapparigli come regola fondamentale del gioco e l'autore ribadisce essere la gestione degli sparigli l'anima del gioco: “(tale gestione) … per il loro migliore impiego, verrà ampiamente illustrata proprio per evidenziare il ruolo che ad essi è demandato, in questo capitolo e nel successivo. Lo scopone con nove carte, storicamente, discende da quello con 10, che a sua volta, nella sua travagliata composizione, dovrebbe considerarsi un derivato di lusso del diffusissimo gioco della Primiera”. Questa tesi del Ferrari permetterebbe di retrodatare la nascita di quella variante, e dello scopone in genere, di varie decine d’anni, proprio perché legato ad una evoluzione del gioco della Primiera.
La Primiera era un gioco d'azzardo molto diffuso nel 500, molto simile al Poker di oggi; se volete conoscerlo meglio andate al sito TreTre, nella Enciclopedia dei Giochi Italiani a questo link. In questo sito potreste anche giocare a Scopone. Chissà se qualche documento potrà mai dimostrare una tale connessione diretta; essa potrebbe essere una felice intuizione logica del nostro autore ! Ma, per quello che ci consta ad oggi,  non esistono questi agganci documentali.
Parlando del 48 ci dice: “Nella regola 41, il Chitarrella non sta spiegando lo strumento del 48. Là sta presentando una sua applicazione e, precisamente il grande processo della riquadratura”. Né egli ritiene che il 48 debba essere limitato alla penultima giocata del mazziere, cioè quando gli altri tre giocatori hanno una sola carta da spendere.
Per poter avere sempre il quadro delle carte occulte, in mano ai diversi giocatori, egli propone una Equazione di Bilancio che si sostanzia nel sommare le carte uscite dal gioco, quelle in tavola e le proprie, in valore e numero, rapportando tali somme a quelle di partenza: cioè 55 per ogni seme, e quindi 220 totale (quanto al valore), alle 10 per ogni palo e le 40 totali (quanto al numero).
Sempre parlando di sparigli troviamo delle chicche che nessun altro autore ha mai tirato fuori: ne sveliamo solo una.

La smazzata presenta lo spariglio di un unica carta, il 4.
In mano al primo che gioca troviamo il 7 di Denari, del secondo, socio del mazziere, un 3; in quella del terzo un 3 ed un Re; il mazziere ha 7 e Re. Il terzo è quello che deve giocare: che farà ???
Se ricostruite il finale con queste poche carte vedrete che il mazziere, pur avendo 2 carte non sparigliate in mano, ha poco di che star tranquillo. Se il terzo è bravo, e certamente il Ferrari sa giocare, ecco la giocata giusta: 3 in tavola con offerta di scopa al mazziere.
Se chi legge apprezza questo finale sappia che le relazioni in cui devono stare le carte in gioco perché si generino simili combinazioni sono tutte, proprio tutte, individuate dal nostro amico. Egli classifica tali situazioni critiche con 1, 2 e 3 carte sparigliate.
Tutto ciò che serve per arrivare a queste considerazioni per il finale di partita è utilizzare delle banali somme, cioè la sua Equazione di Bilancio. Ben parla il Ferrari quando dice che il suo libro va studiato e che le riquadrature che egli fa e propone svelano tutto ciò che c’è da sapere.
Nel Capitolo Lo Scopone domani viene inserito l’episodio de Il suonatore di violino, ambientato a Napoli in piazza Plebiscito, sul finire della guerra, siamo più meno nel 1943;  lì era Luigi Ferrari, marinaio di leva, ecco le sue parole: “Mi ero abituato a vederlo sempre lì … lui per me … suonava perché gli piaceva suonare e … il violino era il suo mezzo di comunicazione”.
Un giorno il nostro autore entra in un locale (bar) abusivo: “L’uomo del violino era là. Seduto attorno all’unico tavolo … monopolizzava tutto lo spazio del locale … Stasera … non sentirete il mio solito violino … avrete modo di apprezzare un’altra …musica … che sprigiona dal gioco dello scopone, se lo stesso viene giocato così come deve essere giocato”.
Dopo una giocata finale da mazziere ben azzeccata egli prosegue: “… Noi del Chitarrella non siamo gli eredi ... siamo la specie … A me non è consentito sbagliare … non mi consentono ricorsi giustificativi a posteriori”.
Sempre dal quel giocatore il nostro amico Luigi impara che : “Giocare con dieci carte e giocare con nove carte in mano, non è poi così differente come certe correnti di pensiero vorrebbero sostenere. Le due formule sono entrambe valide e sotto l’aspetto matematico presentano la stessa combinatorietà. La tavola iniziale accelera il processo di modificazione della caratterialità delle carte consentendo, sin dall’avvio della mano, la generazione delle carte spaiate”.
Ecco qui,  nelle parole del suonatore di violino, l’origine delle teorie di Ferrari, teoria senza documenti da mostrare, ma derivata dalla memoria di un personaggio che del Chitarrella è la specie, non l’erede !
In quegli anni la fama del (falso) Chitarrella scoponistico era andata oltre il suo anonimo predecessore Tressettistico.
Altro capitolo fondamentale è 48 … perché ? che conclude l'opera; secondo l’autore la Primiera ebbe una prima evoluzione nella distribuzione di tutte le 40 carte e, come obiettivo, la conquista di un unico punto, cioè la primiera: il 7 era diventato la carta mirata.  Se questo è vero allora l'insieme massimo delle carte spaiate comprende tutte le carte dall’ 1 al 10 con l’esclusione del 7 perché “gli altri quattro sottoinsiemi composti da carte dispari non sono confortati da nessuna utilità strategica. Analogamente, mirare a carte di valore pari sarebbe inutile nelle finalità del gioco e gli insiemi di massima rottura sarebbero composti da 8 carte”.
Dopo questa considerazione egli rileva che la somma delle 9 carte sparigliate, massimo numero di sparigli possibile, è appunto 48.

Il linguaggio adoperato, spesso mutuato dalla Teoria degli insiemi ed il tipo di schematizzazione adoperata, non permettono di classificare il testo come facile da leggere; del resto, come già detto, il Ferrari considera il suo scritto alla stregua dei libri che è necessario studiare; avendo conosciuto la sua verve e la bontà delle sue formule non possiamo che riconoscergli ampia ragione, peccato che spesso i giocatori di Scopone usino la scorciatoia dei segni invece che le riquadrature lecite delle carte.
Allora ben venga la sua crociata contro il gioco segnato e la sua insistenza a stigmatizzare la segnalazione come foriera di conseguenze negative per la sopravvivenza del gioco stesso. Un plauso al nostro amico che merita il più ampio elogio.

Come sappiamo purtroppo Luigi Ferrari lo scorso 2012 ci ha lasciato, nelle pagine dei Personaggi potete rivisitare la sua vita e, se desiderate approfondire le sue teorie e considerazioni, potete chiedere questo suo primo libro, a Franco Montefiori oppure a Sebastiano Di Paolo, contattandoli direttamente o tramite il Gestore del sito
Sarà richiesto solo un modesto contributo di 5€ per la spedizione: il libro ha il suo peso ... anche cartaceo !!!
Questo sarà il modo migliore per continuare a sentirlo vivo nel mondo dello Scopone che egli amava con tutto sè stesso.

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