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2004 - Bonanni, Lo Scopone a 10 carte

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Un autore non può recensire il proprio libro, anche se scritto più di 10 anni prima: non sarebbe nè oggettivoopportuno; per tale ottima ragione vengono qui riportare le osservazioni fatte da altri, indicandone i particolari più significativi.

2004 Bonanni Lo Scopone a 10 carte Copertina TangramMettiamo per prime le parole di Nicla Iacovino, Direttore Editoriale di TANGRAM, rivista ludica spedita in abbonamento, stampata a Sarno (SA), a fianco la copertina: "Gioco popolare ... lo scopone si gioca a coppie avverse. Il mazziere distribuisce nove carte a ogni giocatore e ... quattro scoperte al centro. ... c'è una variante in cui il mazziere distribuisce dieci carte a ciascuno ... Bonanni ha scritto un libro sullo scopone a dieci carte e lo ha dedicato strategicamente alla moglie e alla suocera per farsi perdonare. Il libro descrive  tutte le tecniche con linguaggio didascalico e accattivante.. ". La recensione sta nel N. 10 del 2005.

La prima, in ordine cronologico, è però quella fatta da Beniamino Sidoti: egli è il coordinatore della lista KILI e risponde all'e_address Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
La lista KILI è stata costituita per iniziativa del nostro Ben, è un gruppo di persone che si scambiano notizie, novità, informazioni su TUTTI i giochi ed ha lo scopo (tra gli altri) di coordinare le iniziative ludiche in Italia. Tali iniziative rischiano di mettersi in concorrenza l'una con l'altra e, darne notizia per tempo, serve ad evitare sovrapposizioni. La data della recensione è il 4 febbraio 2005.
"Lo scopone è uno dei giochi "popolari" che da più tempo è oggetto di trattatistica ... Come sottolinea Bonanni, però, generalmente si parla di più dello scopone "a nove carte", cioè quello con quattro carte in tavola di apertura. Quello a dieci carte, pur osservando le stesse regole e una comune strategia di gioco, richiede tattiche leggermente differenti. Il libro indaga i meccanismi di base del gioco (pariglio e spariglio, carte basse e carte alte, lasciare o mettere scopa...), fornendo ogni volta esempi di partita e un solido confronto statistico sulle distribuzioni possibili (e qui si sostanzia maggiormente la differenza col gioco a nove carte). Il risultato è un manuale molto tecnico, scritto però col tono lieve (ma serio) del compagno di gioco che cerca di spiegare "il perché e il percome", la regola e le eccezioni, le dinamiche che caratterizzano la distribuzione delle carte e le possibili incomprensioni fra giocatori. Rileggendo il gioco alla luce del saggio di Bonanni, passano in secondo piano certi aspetti "da bridge" del gioco (la comunicazione fra compagni, comunque indispensabile) e prende più corpo un gioco costruito su chiusura e apertura e quindi sulla matematica. Alcune delle regole suggerite potranno indispettire alcuni giocatori (io, per esempio, concordo ... sull'apertura preferenziale sulla carta di cui ho più carte in mano; in Toscana si preferisce invece aprire sempre sulla carta "pari", di cui cioè si hanno quattro o due carte: sono convenzioni, ma importanti - e per questo vale la regola d'oro dell'affiatamento fra compagni). Lo scopone non ne esce travestito da "disciplina della mente", ma giustamente rafforzato in tutti i suoi aspetti più intriganti; il manuale è allora utile per orientarsi e provare nuove strategie di gioco, adatto così sia al giocatore curioso che a quello altamente competitivo. Se manca invece una parte, è quella più squisitamente storico-geografica (dove si gioca a scopone? in che luoghi, in quali regioni? come arriva, fin dove arriva, dove si attesta e in quali varianti); ma è una mancanza programmatica, e per altri versi una risorsa per nuovi testi di indagine, e per altre chiacchiere da bar ... ".

Anche la recensione di Dossena, del 27 marzo 2005, mette in evidenza la lacuna della non esistenza di cenni di Storia e di una Bibliografia insufficiente. In particolare egli ricorda la feroce critica di Antonio Gramsci che, 2004 Bonanni Lo Scopone a 10 carte Indice
 il 18 agosto 1918 nel suo “IL «FOOT-BALL» E LO SCOPONE", dice: "Gli italiani amano poco lo sport; gli italiani allo sport preferiscono lo scopone. All'aria aperta preferiscono la clausura in una bettola-caffè, al movimento la quiete intorno al tavolo. Osservate una partita di foot-ball: essa è un modello della società individualistica: vi si esercita l'iniziativa, ma essa è definita dalla legge; le personalità vi si distinguono gerarchicamente, ma la  distinzione avviene non per carriera, ma per capacità specifica; c'è il movimento, la gara, la lotta, ma esse sono regolate da una legge non scritta, che si chiama «lealtà», e viene continuamente ricordata dalla presenza dell'arbitro. Paesaggio aperto, circolazione libera dell'aria, polmoni sani,muscoli forti, sempre tesi all'azione. Una partita allo scopone. Clausura, fumo, luce artificiale. Urla, pugni sul tavolo e spesso sulla faccia dell'avversario o ... del complice. Lavorio perverso del cervello (!). Diffidenza reciproca. Diplomazia segreta. Carte segnate. Strategia delle gambe e della punta dei piedi. Una legge? Dov'è la legge che bisogna rispettare? Essa varia da luogo a luogo, ha diverse tradizioni, è occasione continua di contestazioni e di litigi. La partita a scopone ha spesso avuto come conclusione un cadavere e qualche cranio ammaccato. Non si è mai letto che in tal modo si sia mai conchiusa una partita di foot-ball. Anche in queste attività marginali degli uomini si riflette la struttura economico-politica degli Stati. Lo sport è attività diffusa delle società nelle quali l'individualismo economico del regime capitalistico ha trasformato il costume, ha suscitato accanto alla libertà economica e politica anche la libertà spirituale e la tolleranza dell'opposizione. Lo scopone è la forma di sport delle società arretrate economicamente, politicamente e spiritualmente, dove la forma di convivenza civile è caratterizzata dal confidente di polizia, dal questurino in borghese, dalla lettera anonima, dal culto dell'incompetenza, dal carrierismo (con relativi favori e grazie del deputato). Lo sport suscita anche in politica il concetto del «gioco leale». Lo scopone produce i signori che fanno mettere alla porta dal principale l'operaio che nella libera discussione ha osato contraddire il loro pensiero (!?)”.
E' veramente triste no ??  Ma una risposta la leggerete nel libro di Storia dello Scopone. Leggende e realtà.
Il fatto che Giampaolo Dossena, uno dei massimi esperti italiani di giochi, autore di una monumentale Enciclopedia dei Giochi, (Utet, 1999, 3 volumi), richiami queste parole di Gramsci la dice lunga su cosa pensasse dello Scopone.

Sicuramente avevano entrambi ragione ma, quando si scrive una serie di appunti che poi (senza quasi farlo apposta) vengono pubblicati in un libro si ha in mente un certo obiettivo e non un altro.
Adesso, ironia della sorte (?), saranno entrambi contenti (purtroppo Dossena non è più tra noi) quando leggerano il libro che di Storia, di notizie Geografiche  e di Bibliografia sullo Scopone ne ha veramente tanta.

2004 Bonanni Lo Scopone a 10 carte Copertina