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1961 - Raimondi, Lo Scopone

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Il libro si apre con la Prefazione di Amedeo Mammalella (uomo politico e poeta, amante del gioco, nato a Napoli nel 1889).
Egli confessa di aver letto il libro di Raimondi ma poi " ... siamo stati vergognosamente battuti in due partite ... giocando contro la coppia più sprovveduta di tutta la compagnia" ed ancora "... abbiamo visto molte volte, con lo stupore che ognuno può immaginare, lo stesso Raimondi soccombere a mezza via tra un quarantotto andato in malora e una valanga di scope".
Non un buon viatico per l'autore ...
Vediamo alcune affermazioni del nostro autore su 48 e su Chitarrella, poi leggeremo le osservazioni di Mammalella.
Parlando del 48 il Raimondi ci dice: “non esiste in vero una specifica spiegazione di questa tipica espressione. Tuttavia, poiché nel Meridione d'Italia, quando si dice « ... è ritornato il 48», si vuole esprimere un concetto di rivoluzione, di capovolgimento, di  scompiglio, tal quale nei moti rivoluzionari del 1848; è da presumere quindi, a fil di logica, che anche i giocatori di Scopone dello scorso secolo abbiano usato tale espressione per indicare il metodo dello sparigliare e riapparigliare, individuare le carte a fine passata e così via”.
E, a proposito di Chitarrella, il Raimondi, in una nota, così ci dice: “Pseudonimo umoristico. Si suppone che sia vissuto in Napoli nel secolo XVIII e sia stato un sacerdote, ma nessuno è mai riuscito a provare l'esistenza”.
Ora le due cose sono un po' contraddittorie tra loro: se si attribuisce al Chitarrella uno scritto sullo Scopone nel 1750 (cosa sbagliata, ma certo considerata a lungo come vera) sarà duro sostenere quanto afferma il Raimondi sull'uso del termine quarantotto, parlando di avvenimenti posteriori di un secolo.
Infatti lo stesso Mammalella contesta la teoria del Raimondi sul perché del 48 e propone un altra ipotesi: “Nei vecchi giochi di carte ... mancava la figura del Re, troppo sacra .... Ora la progressione delle 7 scartine - ventotto - più i dieci del fante e della Regina  arriva precisamente al fatidico numero di quarantotto.  E' una spiegazione questa che convince poco, d'accordo, ma vale quella del Raimondi il quale non considera che Chitarrella e i suoi contraffattori fra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento hanno parlato di quarantotto anteriormente a questo anno di rivoluzioni europee”.
E, sempre nella Prefazione di Mammalella troviamo: “… al Raimondi spetta un merito che è doveroso qui riconoscergli. Si ritiene comunemente che le innumerevoli pubblicazioni finora apparse, attribuite all'immortale Chitarrella che non è mai esistito neanche sotto saio monacale come opina Raimondi, o ai suoi zelatori purtroppo esistiti sotto specie di editoria di scarto, abbiano ormai codificato il gioco … se anche le regole fondamentali sono già state contemplate dai trattatisti, manca in tutti l'esame del dettaglio tecnico ... Ferdinando Raimondi ha precisamente inteso colmare questa lacuna ...”.
In buona sostanza Mammalella dubita dell’esistenza di Chitarrella, parla di persone che hanno assunto il medesimo pseudonimo (i contraffattori) ed attribuisce al Raimondi il merito di aver dato un dettaglio tecnico che le 44 regole, scritte dal Chitarrella, o meglio dal suo “pseudonimo umoristico”, non avevano espresso.
L'ipotesi di Raimondi sul perchè del nome 48 è comunque da escludere perchè il Chiurazzi 1895, primo libro ove si cita il 48 come tecnica per conoscere le carte sparigliate, non cita affatto il '48 dei moti rivoluzionari (e certo potrebbe farlo quasi 50 anni dopo ...) ma nega di conoscere l'origine di questo nome.

Il libro impiega molte pagine per darci regole ed usi che, specialmente ai suoi tempi, erano già note ai più; riempe con alcuni consigli le pagine successive e solo nella seconda parte  parla di tecnica del gioco. E' comunque di facile lettura e di buon senso.
Del libro esiste una seconda Edizione, sempre a cura di Carlo Pironti, del 1978.
Ve lo proponiamo in .pdf per le motivazioni già dette nella pagina delle avvertenze: però, essendo un libro recente, non basta la registrazione ma occorre sottoscrivere una licenza particolare.
Questo il link al documento: 1961 Raimondi Lo Scopone (14.91 MB) (download sospeso temporaneamente !)

 

1961 Raimondi Lo Scopone Copertina