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1962 Incontro con Manara Valgimigli

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Manara Valgimigli è un personaggio molto importante per il gioco dello Scopone.
Nasce a San Piero in Bagno (FC) nel 1876 e scompare a Vilminore di Scalve (BG) nel 1965, bella figura di letterato ed uomo di cultura: è stato un filologo, grecista e poeta italiano. Studia presso il liceo classico di Lucca, e diviene allievo di Giosuè Carducci all’università di Bologna; dopo la laurea, conseguita nel 1898, insegna in svariati licei italiani, fino a quando, nel 1922, vince il concorso per la cattedra di letteratura greca all’università di Messina; il resto della sua carriera si può conoscere dal filmato.
Abbiamo ricevuto il filmato da San Piero in Bagno, dal Centro Valgimigliano, il 21 maggio 2015 la RAI ci ha dato l'assenso alla pubblicazione sul nostro sito. Ringraziamo la gentile Francesca Ansuini della RAI per la sua cortesia, i nipoti Paola ed Enrico Valgimigli, e Paolo Greggi, Direttore del Centro di San Piero in Bagno, per tutto quanto riguarda il nostro amico professore.
Viene presentato da Luca di Schiena, famosissimo in quei primi anni di TV in b/n, direttore del filmato è Ettore della Giovanna, l'intervista viene fatta nel 1962. Nei primi 7 minuti si possono vedere le immagini del Professore a Padova, con la sua Biografia raccontata in sottofondo da Della Giovanna. In essa egli viene definito il più grande grecista del mondo: poi Manara farà presente che questo complimento sembra un po' eccessivo. Nel vedere i suoi movimenti a Padova lo si vede montare su una BIANCHINA come passeggero, il padre di chi scrive in quel periodo vendeva proprio quelle auto: assieme alla 500 furono le prime della motorizzazione popolare in Italia.
Dopo poco, nel visionare la sua biblioteca privata di Padova, vengono inquadrati i Libri di Scopone che egli teneva nello studio; si possono vedere: l'edizione Moneta del 1960, il Manifesto del Torneo di Sanremo 1938, il libro di Oliva Scocchera (Il gioco dello Scopone) del 1950 e quello di M. Elevi (Lo Scopone) del 1929, altri due non sono riconoscibili.

Valgimigli era proprio appassionato di Scopone, la sua ricerca del manoscritto di Chitarrella sullo Scopone ha permesso di scrivere uno dei Capitoli più interessanti nel libro di Storia del gioco.
In varie pubblicazioni parla della sua passione ed aveva coinvolto in essa il figlio Giorgio, padre di Paola ed Enrico.
Viene intervistato da Paolo Monelli, giornalista e scrittore, anch'egli appassionato di Scopone, Giuseppe Raimondi e Giovanni Ansaldo, giornalista e scrittore.

Egli spiega ad Ansaldo che il nome gli viene dal cognome di Luciano Manara, patriota caduto nel 1849 per l'Unità d'Italia: a quel tempo in Emilia, spiega Manara, spesso venivano dati nomi di battesimo presi dai cognome di questi eroi. Monelli, interessato al gioco, gli domanda se avesse mai giocato con Carducci (anche il poeta era cultore del gioco) ma Valgimigli nega di averlo mai fatto.
Godetevi questi 27 minuti di un autentica perla delle Teche RAI che si ringrazia per il SI a questa pubblicazione.